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Voci bianche

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Il Coro di voci bianche Ludus Vocalis è tra le più consolidate realtà musicali della città di Ravenna. Rivolto ai giovani musicisti, il coro è formato da bambini e ragazzi dalla terza elementare alle scuole superiori, uniti dalla comune passione per il canto e che amano divertirsi e stare insieme giocando con la propria voce. Dal 2005 si dedica ad un repertorio che comprende diversi generi musicali, con particolare attenzione a brani classici e polifonici, affrontati con l’intenzione di curare l’impostazione della voce attraverso l’esperienza coinvolgente del canto corale, nel rispetto delle regole di ascolto e confronto – i coristi sono guidati alla scoperta delle innumerevoli possibilità della voce con esercizi per una corretta postura e per migliorare la respirazione, l’intonazione e la pronuncia. Il coro svolge una intensa attività concertistica. Fra le esperienze più significative cui ha preso parte sono da ricordare le rassegne corali con il coro polifonico Ludus Vocalis di Ravenna, i Concerti delle sette, i Vespri di San Vitale e le Liturgie domenicali di Ravenna Festival, l’Omaggio a De André presso l’Accademia militare di Modena con la voce recitante di David Riondino, le rassegne di musica lirica al Teatro Alighieri di Ravenna, il gemellaggio con il Coro di voci bianche Aurora di Mirandola, le collaborazioni con il gruppo gospel Bless The Lord.

Il Coro ha partecipato al concerto conclusivo del festival Allegromosso 2012 insieme a Goran Bregovic, al progetto “Dante entra in carcere” con sei concerti alla Casa Circondariale di Ravenna, ha eseguito la Missa Luba per le Liturgie di Ravenna Festival. Ha inoltre collaborato con il Teatro delle Albe, si è esibito nell’Otello di Verdi e nella Boheme di Puccini, entrambi per la regia di Cristina Mazzavillani Muti, nell’ambito delle Trilogie d’autunno rispettivamente del 2013 e del 2015; ha inoltre collaborato nello spettacolo Le Cloture de l’amour di Pascal Rambert al Teatro Rasi di Ravenna, registrato per RAI 5. Sin dalla sua fondazione è diretto da Elisabetta Agostini, con la collaborazione di Laura Ferrari.